UN VILLAGGIO DI SPERANZA

Nel quartiere Borgo Panigale, un’area immersa nel verde non molto distante dal centro di Bologna, sorge il “ Villaggio della Speranza ”, dove un intelligente connubio tra giovani e anziani garantisce la serenità della vecchiaia lontano dalla salitudine. È stato creato nel 1991 e oggi accoglie 126 famiglie. Molte di queste, in realtà, sono persone con oltre settant’anni che vivono sole, ma ci sono anche 18 giovani coppie, per lo più con bambini, e persone di nazionalità straniera.

Il villaggio è gestito dalla Fondazione Gesù Divino Operaio, è legato alla Caritas ed è frequentato da parecchi giovani bolognesi dal momento che all’interno ci sono numerosi impianti sportivi, campi di pallavolo, calcio, tennis e una palestra. I residenti del Villaggio sono anziani bolognesi senza reddito, privi di legami famigliari o che si trovano alle prese con lo sfratto. La struttura ha la forma di una grande corte colonica con case a un piano solo e ognuna con un piccolo orticello.

Le abitazioni rispettano le esigenze fisiche degli ospiti e non presentano barriere architettoniche di nessun tipo, i portici garantiscono riparo dal sole nelle giornate più calde e afose dell’estate bolognese, creando spazi di socializzazione dove giovani e meno giovani s’incontrano. Il recupero della dignità sociale degli anziani è affidato a un modello di gestione comunitaria della vita sociale, attraverso procedure di democrazia diretta con le quali gli ospiti, che comunque vivono ognuno nella propria casa, provvedono ai problemi della vita comune, con l’elezione a turno dei responsabili di corte.

La salute degli ospiti è affidata ad un pool di esperti (dentisti, fisioterapisti, cardiologi, medici specializzati) tutti rigorosamente volontari. L’intera struttura è stata costruita grazie alla generosità di 8 mila donatori.

Sempre nel capoluogo emiliano l’Asl ha proposto un corso per bancari, che dovranno tenere d’occhio i conti correnti delle persone di una certa età, nel tentativo di porre un freno alla dipendenza da gioco d’azzardo, che colpisce soprattutto i pensionati.

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