Rifugiati: da Cagliari a Strasburgo il Passaporto accademico europeo

Primo ateneo a partire col progetto in Italia, l’università di Cagliari è stata indicata come modello dal Consiglio d’Europa. Il rettore Maria Del Zompo: “Orgogliosi del percorso che sarà riproposto anche quest’anno”

CAGLIARI – Erano partiti per primi, in Italia. Ora sono i primi a raccontare il progetto a Strasburgo. L’università di Cagliari incassa un nuovo riconoscimento internazionale con l‘European qualification passport for refugees’ (Eqpr), il progetto attraverso il quale viene rilasciato un documento, un ‘Passaporto’, appunto, con la valutazione delle qualifiche accademiche di rifugiati che hanno conseguito un titolo finale di scuola secondaria o universitario, ma che non hanno con sé la relativa documentazione per dimostrarlo. Un documento che contiene anche le informazioni sulle esperienze lavorative e sulle competenze linguistiche dell’individuo. Indicando l’ateneo come modello, il Consiglio d’Europa ha invitato il prorettore per l’internazionalizzazione, Alessandra Carucci, a raccontare il modello nel corso dell’evento “Hand in hand to support refugees’ integration – education, training and recognition of qualifications”, in programma oggi a Strasburgo.

“Si tratta – spiega una nota dell’ateneo – di un importante appuntamento, organizzato dal Consiglio d’Europa in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, e con la città di Strasburgo, che farà il punto sulle più importanti azioni realizzate a livello europeo per favorire il supporto e l’integrazione dei rifugiati. In particolare, il prorettore terrà una relazione all’interno della sessione dedicata all’integrazione dei rifugiati nelle istituzioni di alta formazione”.

“La consegna dei passaporti – ricorda il rettore, Maria Del Zompo – è stato un evento che abbiamo celebrato in aula magna con una visibilità notevole ed è stato bellissimo vedere questi ragazzi africani con gli occhi lucidi e la voglia di ringraziarci perché avevamo dato loro l’opportunità di crescere. Parlavano uno splendido francese o inglese a seconda della regione dell’Africa da cui provenivano, e un ottimo italiano. E noi siamo stati molti felici di aver dato loro questa occasione. E’ mia intenzione riproporre il percorso anche quest’anno e speriamo di poterlo fare. Abbiamo nella nostra mission l’inclusione e l’accettazione delle differenze e il progetto rientra perfettamente in quella che è la missione del nostro ateneo. Ne siamo orgogliosi”.

Nel luglio scorso l’università di Cagliari aveva rilasciato il ‘passaporto europeo’ a 12 giovani che avevano superato positivamente la valutazione curata dal Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche, con una commissione di esperti di altri centri internazionali NARIC (National Academic Recognition Information Centres), sotto il coordinamento del Consiglio d’Europa. Gli studenti, provenienti dal Senegal, dalla Guinea, dalla Nigeria, dal Mali, dal Marocco, dal Pakistan, dall’Algeria, dal Camerun e dalla Costa d’Avorio, che avevano richiesto il riconoscimento dei propri titoli e ottenuto il Passport, hanno avuto la possibilità di continuare gli studi presso l’ateneo con un’iscrizione regolare o con corsi singoli, in base al loro status. (Teresa Valiani)

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