Maremma, la terra dei pensionati

sono quasi il 30%. Ma sono in media più “poveri”

In provincia di Grosseto i pensionati nel 2016 sono il 29,6% dei residenti; più che in regione (28%) ed in Italia (26,5%). Il valore complessivo delle pensioni è di 1,2 miliardi di euro (oltre un quarto del reddito disponibile per consumi delle famiglie) ma l’importo medio annuo per beneficiario (12.432 €) non risulta tra i più elevati a livello nazionale. Rispetto al “virulento” 2011 calano i pensionati mentre crescono occupati e persone senza reddito da pensione o da lavoro.

L’argomento “pensioni” costituisce un importante elemento per la conoscenza del contesto socio-economico di un territorio. Per questo motivo il Centro Studi e Ricerche della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno ha ritenuto opportuno procedere ad una analisi dei dati relativi all’anno 2016 che l’INPS ha reso disponibili1.

Pensioni e pensionati: numerosità e impatto sulla popolazione – Nell’anno 2016 a Grosseto sono state erogate 95.693 pensioni a 65.779 pensionati, ovvero 1,45 assegni per beneficiario (1,46 Toscana, 1,43 Italia). Le province italiane con il più alto rapporto pensioni per pensionato2 sono, nell’ordine: Perugia (1,56), Pesaro-Urbino (1,55) e Nuoro (1,55). Seguendo una ipotetica graduatoria nelle posizioni finali, con i valori più bassi, troviamo Siracusa, Venezia (1,37 entrambe) e ultima Bolzano (1,35).

Appare quindi evidente la posizione intermedia di Grosseto nel contesto nazionale.

I pensionati della Maremma costituiscono il 29,6% dei residenti locali, più di quanto calcolato a livello regionale (28%) e nazionale (26,5%). Considerando i valori in graduatoria Grosseto si trova nella prima parte della classifica (20a) preceduta da Udine e seguita da Arezzo.

Una situazione particolare interessa la recente provincia Sud Sardegna dove i pensionati costituiscono il 46,7% dei residenti, la percentuale più elevata tra le province italiane: seguono con un significativo distacco Biella (33,9%), Ferrara (32,6%) e Vercelli (32,1%). Per contro, pur restando sempre in Sardegna, Sassari registra il valore minimo nazionale per il suddetto rapporto (18,6%).

Il 2016 è stato a Grosseto un anno non particolarmente facile per il mercato del lavoro a seguito della contrazione degli occupati che, alla fine dell’anno, costituivano il 43,2% (41,9% Toscana, 37,6% Italia) dei residenti contro il 43,4% dell’anno precedente (41,6% Toscana, 37% Italia). Anche in questo caso la Sardegna apre e chiude la classifica nazionale per incidenza degli occupati sul totale residenti: Cagliari, Bolzano e Modena sono le province italiane con il maggior peso degli occupati sulla popolazione residente; nelle ultime tre posizioni della graduatoria troviamo invece Palermo, Reggio Calabria e Sassari.

Sempre a fine 2016 vengono a mancare sul territorio provinciale altre fonti di reddito oltre quelle da lavoro, ovvero le pensioni. Difatti il numero delle stesse passa dalle 96.828 del 2015 alle 95.693 del 2016 (-1.135), contemporaneamente i beneficiari passano da 66.611 a 65.779 ovvero (-832). Ciò si è tradotto in una contrazione dell’incidenza di quella parte della popolazione residente che, insieme agli occupati, finanzia la maggior parte dei consumi.

Tab. 1 – Residenti con o senza reddito da lavoro o da pensione – valori assoluti e percentuale di incidenza sul totale residenti – Anno 2016
Residenti Pensionati Occupati Senza reddito da pensione o da lavoro (SRPL) Pensionati/residenti Occupati/residenti SRPL/residenti
Valori assoluti % su residenti
Grosseto 222.175 65.779 96.014 60.382 29,6 43,2 27,2
Toscana 3.736.968 1.046.315 1.565.908 1.124.745 28,0 41,9 30,1
Italia 60.589.445 16.064.508 22.757.838 21.767.099 26,5 37,6 35,9
Fonte: elaborazioni Centro Studi CCIAA Maremma Tirreno su dati INPS-Prometeia

A Grosseto la contemporanea contrazione dell’incidenza di occupati e pensionati sul totale residenti si è tradotta in un incremento dell’impatto sulla popolazione locale di coloro che non percepiscono redditi da lavoro o da pensione (da 26,9% nel 2015 a 27,2% nel 2016), con evidenti ripercussioni sulla propensione al consumo (-0,1%3). In Toscana (30,1% nel 2016) l’incidenza di quest’ultima categoria di residenti è maggiore rispetto a Grosseto ma nel confronto con il 2015 risulta lievemente diminuita (30,2%). Stesso trend a livello nazionale dove il peso delle persone senza reddito da lavoro o da pensione è ancora più consistente (35,9% nel 2016, 36,3% nel 2015) rispetto al contesto regionale e locale.

Un aspetto senz’altro positivo da sottolineare per Grosseto è quindi il ridotto impatto della categoria dei senza reddito da pensione o da lavoro. Con riferimento alla percentuale in questione Grosseto si colloca infatti nella parte finale della graduatoria nazionale (100a), preceduta da Ravenna e seguita da Vercelli.

Il maggior impatto delle persone senza reddito da lavoro o da pensione sui residenti si riscontra a Sassari (60%), Caserta (53,3%) e Napoli (53,2%), mentre i valori più bassi si calcolano per Biella (24,9%), Cagliari (20,5%) e Sud Sardegna (13,1%).

Le variazioni sull’anno precedente sono deboli ma da non sottovalutare in considerazione della porzione di residenti che la categoria rappresenta.

Rispetto al 2011, anno in cui la crisi economica si è manifestata particolarmente virulenta, in Maremma l’incidenza di occupati e senza reddito (da pensione e da lavoro) sulla popolazione residente risulta cresciuta, al contrario diminuisce quella dei pensionati.

Negli altri territori di confronto, diversamente, l’incremento dell’incidenza dei senza reddito da pensione o da lavoro si accompagna ad una contemporanea contrazione del peso di occupati e pensionati sulla popolazione residente.

Una nota a parte meritano gli 8.643 extracomunitari4 che in provincia di Grosseto percepiscono un reddito da lavoro, da pensione oppure un assegno legato ad una prestazione di sostegno al reddito (mobilità o disoccupazione). Di questi 7.782 sono lavoratori (1.210 autonomi, 6.535 dipendenti e 37 subordinati), 369 pensionati e 492 percepiscono un assegno di disoccupazione e 36 di mobilità.

I pensionati extracomunitari sono appena lo 0,6% del totale pensionati residenti in provincia, dato in perfetta media nazionale contro lo 0,7% della Toscana. I lavoratori extracomunitari incidono invece per l’8,1% sul totale occupati locali, meno rispetto al dato regionale (11,6%) e nazionale (8,7%).

Pur ridotti nell’entità, rispetto al 2015, i pensionati extracomunitari risultano aumentati più dei lavoratori (tuttavia ben più numerosi) anch’essi in crescita in tutti i contesti presi in esame. Gli extracomunitari percettori di una prestazione di sostegno al reddito diminuiscono ovunque, sia a Grosseto che nei restanti contesti di riferimento.

Il valore economico delle pensioni – Sul territorio provinciale le pensioni 2016 hanno un valore economico complessivo che supera di poco il miliardo di euro all’anno (circa 1,2 mld/€) ovvero oltre un quarto del reddito disponibile per consumi delle famiglie (28,5%). L’impatto economico complessivo del sistema pensionistico provinciale sul cosiddetto sistema famiglia si rivela quindi più importante rispetto al contesto regionale e nazionale (25%); ciononostante l’importo medio annuo della pensione per singolo beneficiario grossetano (12.432 €) assume un valore intermedio tra quello regionale e quello nazionale. In estrema sintesi: tante pensioni ma di piccoli importi, probabilmente a seguito dell’insistenza sul territorio di molti ex coltivatori diretti, coloni e mezzadri (oltre 12mila prestazioni) la cui pensione resta contenuta intorno ai 600 € mensili contro i circa 1000 € di un lavoratore dipendente medio

Agli ex agricoltori si aggiunge un nutrito gruppo di ex artigiani ed ex commercianti (che insieme ai coltivatori diretti determinano il complesso degli ex lavoratori autonomi) i cui importi medi mensili della pensione restano ben al di sotto di quelli calcolati per un ex dipendente pubblico o privato.

Nella graduatoria delle province italiane per importo medio annuo della pensione Grosseto si colloca in 44a posizione (prima parte della graduatoria) preceduta da Massa Carrara e seguita da Ancona. Ai primi posti si rileva Milano (15.170 €), Roma (15.046 €), Trieste (14.751 €), Torino (14.247 €) e, Bologna (14.172 €); per contro, in fondo alla classifica troviamo Crotone con 9.417 € euro l’anno a pensionato. Sotto i 10.000 € l’anno vi sono molte altre province come Agrigento, Benevento, Cosenza, Enna, Lecce, Potenza e Vibo Valentia.

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