In Toscana è calo demografico: molte le famiglie costituite da anziani soli

Il tasso di vecchiaia della popolazione è elevato: la Toscana sta superando la soglia di due anziani (over 64) per ogni giovane (under 15), ben oltre il dato medio italiano che è di 1,68. Negli ultimi tre anni si registra una tendenza al calo demografico.

La Toscana conta 3.700.00 abitanti. Un residente su quattro è anziano: gli over 64 sono 942.000 e di questi il 53% sono grandi anziani (over 84). Si tratta della terza incidenza più elevata d’Italia dopo Liguria e Friuli Venezia Giulia, e il trend è in costante crescita.

“Siete molto importanti, non solo e non tanto per il numero che rappresentate, ma per il valore che è dovuto alla vostra esperienza e trasversalità, insieme alla Cgil per salvaguardare tutti quei diritti che abbiamo conquistato e che oggi sono messi in discussione quotidianamente. In 5 anni questa provincia ha perso più di 12mila tempi pieni; quindi sì che ci vuole la contrattazione sociale. Che deve essere una vera e propria vertenza di tutte le categorie, perché difende lo stato sociale in generale”: si è aperto così, con i saluti di Alessandro Mugnai segretario generale della Camera del lavoro aretina il primo giorno dell’11° Congresso dello Spi Cgil Toscana.
A seguire, l’intervento di Daniela Cappelli, segretaria generale dello Spi Cgil Toscana.
Sono oltre 253mila gli iscritti allo Spi Cgil Toscana, 120 le Leghe distribuite su tutto il territorio regionale. Un grande patrimonio, quello dello Spi Cgil Toscana, al servizio di una visione e di un progetto di società.
“Un progetto – sottolinea Cappelli – che è maturato nelle 654 assemblee del percorso precongressuale. Abbiamo condiviso i temi generali che sono sia dello Spi che, più complessivamente, dell’intera Cgil: il lavoro, i diritti, la contrattazione, le politiche sociali. La nostra ‘matrice’, il nostro radicamento nei territori e tra i pensionati, ci porterà nel corso del Congresso ad evidenziare le condizioni di vita della popolazione anziana (confronta le schede allegate su invecchiamento, pensioni e tassazione) che stanno progressivamente peggiorando: diminuzione del potere d’acquisto, difficoltà ad accedere sia ai servizi sanitari che a quelli sociali, una vita che forse si allunga in termini di anni ma che è di qualità sempre minore a causa delle scelte della politica e dei governi. Siamo arrivati al punto che molti anziani rinunciano a curarsi, nel modo giusto o del tutto, perché le loro pensioni non riescono a pagare il ticket o le prestazioni. In questo contesto, insieme a Cisl e Uil, abbiamo posto l’assoluta necessità di una legge nazionale che dia sostegni reali e immediati alle persone e alle famiglie che devono affrontare situazioni di non autosufficienza”.
Se questa è la visione generale dello Spi Toscana, lo strumento organizzativo è la presenza sui territori. “Seguiamo l’esempio di Di Vittorio: se vogliamo difendere i diritti dei contadini, dobbiamo andare nei campi. E oggi noi, se vogliamo difendere i diritti e la vita dei pensionati, dobbiamo essere sempre più presenti dove gli anziani vivono. Per questo stiamo attivando gli Sportelli sociali che, con la presenza di personale qualificato, sono in grado di essere il primo punto di riferimento per gli anziani che non solo hanno seri problemi e scarsità di risorse ma devono muoversi anche in un contesto burocratico molto difficile”.

SCHEDA 1: LA POPOLAZIONE ANZIANA IN TOSCANA

_ Al 31/12/2017 la Toscana conta 3.700.00 abitanti

_ L’età media è di 46,5 anni

Il 52% sono donne

Negli ultimi tre anni si registra una tendenza al calo demografico

Un residente su quattro è anziano: gli over 64 sono 942.000 e di questi il 53% sono grandi anziani (over 84). Si tratta della terza incidenza più elevata d’Italia dopo Liguria e Friuli Venezia Giulia, e il trend è in costante crescita

A livello territoriale Grosseto è la provincia più “anziana” (età media 47,5), mentre Prato è quella più giovane (età media 44,2)

Oltre il 17% degli anziani registra una condizione di non autosufficienza

La Toscana è una delle regioni europee più longeve. L’aspettativa di vita è di 85,4 anni per le donne e di 81,3 per gli uomini, superiore di circa 6 mesi rispetto al dato nazionale. È una forbice che si sta gradualmente riducendo

Il tasso di vecchiaia della popolazione è elevato: la Toscana sta superando la soglia di due anziani (over 64) per ogni giovane (under 15), ben oltre il dato medio italiano che è di 1,68

Sono in costante aumento le famiglie unipersonali: in Toscana sono ormai un terzo delle famiglie totali, e il 47% è costituito da anziani soli

SCHEDA 2: L’IMPORTO DELLE PENSIONI

Gli effetti della legge Fornero, con l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, si sono fatti sentire. Le pensioni erogate dall’Inps (escluse le gestioni dipendenti pubblici e la gestione ex Enpals) sono passate, in Italia, dai 18.044.221 del 2014 ai 17.886.623 del 2017 (meno 157.598, pari a meno 0,9%); in Toscana la diminuzione è ancora più accentuata: 1.165.236 le pensioni erogate nel 2017 (meno 23.869 rispetto al 2014, con una diminuzione del 2%). Di queste ultime, il 79,20% (pari a 923.296) sono pensioni previdenziali (il dato italiano è più basso: 72,90%). Analizzando il dato delle varie province, emerge che Siena ha l’importo medio più alto (1.004,2 euro), mentre quella di Grosseto ha quello più basso (825,6 euro). Un gap importante, che riflette le differenze esistenti nella nostra regione a partire proprio dal lavoro. Il dato comunque importante è che l’importo medio delle pensioni in Toscana è di 907,6 euro mensili, una cifra in linea con i dati nazionali. Per quanto riguarda le classi di età, in Italia il 59,5% delle pensioni è erogato a ultra settantenni, percentuale che in Toscana sale al 71,1%, a testimonianza del fatto che i pensionati della nostra regione sono, in media, più anziani rispetto a quelli del resto d’Italia. E quanto al numero dei pensionati, il dato relativo al 2016 parla di 946.975 pensioni (la differenza fra numero di pensionati e pensioni erogate sta a significare che, evidentemente, alcuni percepiscono una doppia pensione). Nello specchietto il dettaglio delle pensioni per categoria e provincia:

Lo Spi Cgil qualifica la sua funzione anche nella difesa dei diritti previdenziali e sociali dei pensionati. Sono tanti gli esperti del Sindacato Pensionati della Toscana, appositamente formati, impegnati per far emergere i cosiddetti “diritti inespressi”, cioè i diritti spettanti e non riconosciuti di cui si può usufruire solo facendone richiesta all’ente previdenziale, e che molti pensionati non conoscono: dagli assegni al nucleo familiare alla 14° mensilità, dall’integrazione al trattamento al minimo, alle somme e importi aggiuntivi, alle detrazioni fiscali. Il progetto “diritti inespressi”, insieme al controllo dell’Obis/M (ossia la busta paga del pensionato) è uno dei servizi che lo Spi Cgil offre in collaborazione con l’Inca. In Toscana nel 2017 sono state controllate 9.698 pensioni, e recuperate somme pari a 1.504.363,44 euro.

SCHEDA 3: LA TASSAZIONE DELLE PENSIONI IN ITALIA E IN EUROPA

La tassazione delle pensioni ci vede decisamente penalizzati rispetto al resto: ad esempio tra un pensionato italiano e uno francese, entrambi con un reddito di 20 mila euro lordi annuali, c’è una differenza di 2.636 euro: l’italiano paga 4.097 euro di tasse, il francese 1.461. In Italia la tassazione delle pensioni è più alta della media europea: sempre prendendo ad esempio un reddito fino a 20 mila euro, in Italia viene tassato al 20,5%, in Spagna al 19%, nel Regno Unito all’8,7%, in Olanda all’8,4%, in Germania all’8,3% e in Francia al 7,3%. Nello specchietto la tassazione della pensione in alcuni paesi dell’Unione Europea:

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