A Trento biglietti del bus solidali per richiedenti asilo e rifugiati

“È solo un biglietto, ma porta lontano”, dice lo slogan della raccolta fondi lanciata venerdì scorso dal Centro Astalli di Trento, per garantire la libera circolazione dei richiedenti asilo inseriti nei progetti di accoglienza e integrazione. La giunta provinciale, infatti, ha deciso di ridurre la gratuità del trasporto che finora aveva riconosciuto. “Rimarrà solo per 4 giornate al mese, una scelta che ci preoccupa, perché sappiamo quanto sia importante per le persone coinvolte nei nostri percorsi di integrazione e inclusione potersi spostare, considerando che i centri di accoglienza si trovano anche in zone di montagna, e che alcune di loro non hanno neanche la minima capacità economica”, – spiega Stefano Canestrini, coordinatore del Centro Astalli di Trento. “La libera circolazione non è un tema che viene trattato nello stesso modo

dappertutto – precisa Canestrini -. Il sistema di accoglienza trentino, che sia Cas o Sprar, prevedeva la libera circolazione dei richiedenti asilo da quando il progetto esiste. Con questa decisione della giunta, che sarà operativa dal primo marzo, si va in una direzione diversa. Con la nostra iniziativa abbiamo intercettato la disponibilità della cittadinanza, perché alcuni cittadini, letta la notizia della decisione di ridurre i biglietti per richiedenti asilo, ci hanno detto: noi vorremmo contribuire”.

Il Centro Astalli ha deciso di fare una mappatura dei propri ospiti, per capire quanti abbiano questo tipo di bisogno, “valutando chi possa eventualmente compartecipare alla spesa, magari grazie a una piccola entrata da un tirocinio o perché lavora. La delibera della giunta non toglie la gratuità a tutte le categorie, la mantiene per le famiglie, per i singoli che hanno percorsi di studio avviati, lasciando un’agevolazione per esempio per chi sta facendo determinati percorsi formativi. Noi vogliamo occuparci della fascia grigia, quella esclusa, per garantire che queste persone possano proseguire i percorsi di autonomia che hanno iniziato. Non ci sostituiremo alla libera circolazione, ma puntualmente andremo a sostenere il singolo migrante che accogliamo, qualora per il proprio percorso di integrazione e inclusione l’accesso al trasporto sia uno strumento indispensabile”.

L’idea è quella di non distribuire a pioggia tessere dell’autobus, ma di fare da tramite per convogliare le donazioni fatte dai cittadini a favore di chi ha bisogno di usare i mezzi per raggiungere a pieno il proprio percorso di inclusione. “Ci centriamo sulla ricaduta della scelta politica per i nostri ospiti. Proviamo a far sì che non sia un danno per loro. La situazione in provincia è molto complessa”, aggiunge Canestrini ricordano un’altra recente decisione della Giunta Fugatti, quella di chiudere il centro per donne sole a Lavorano, una struttura di accoglienza non gestita dal Centro Astalli. “Stiamo cercando di essere molto creativi e propositivi sulle nostre progettualità per un unico obiettivo, la salvaguardia della qualità dei sistemi di accoglienza e dell’integrazione delle persone che seguiamo. Se vengono meno gli strumenti dobbiamo provare a far fronte”.

Per aderire alla raccolta fondi, si può fare una donazione usando i canali indicati dal Centro Astalli sul proprio sito e su facebook. “Poi vorremo dare una restituzione di quante persone riusciremo ad aiutare – conclude il coordinatore -, avremo persone in accoglienza per tutto il 2019 e forse oltre, quindi pensiamo che questa iniziativa avrà una continuità. Ci rincuora l’attenzione da parte della cittadinanza”. (Benedetta Aledda)

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